PNL applicata
La mia balbuzie e altro ancora

La mia balbuzie e altro ancora

QUANDO MI SONO ACCORTO DI BALBETTARE

Non ricordo quando ho iniziato a balbettare, ma so che un giorno è accaduto.

All’improvviso la classe è scoppiata a ridere ma in quel momento non ho capito perché.
Cosa era successo? Perché ridevano? Cosa avevo detto?
Il problema non era cosa avevo detto… ma come lo avevo detto.

La professoressa di francese mi stava interrogando e l’interrogazione si svolgeva in francese, tra le tante approssimative parole che uscivano dalla mia bocca dovevo pronunciare l’articolo partitivo “du”e l’ho ripetuto troppe volte..

All’epoca andava di moda un ritornello, legato alla pubblicità di una caramella che ripeteva più volte: “Dudududu … dudududù “, e al mio balbettare un compagno di classe ha intonato il ritornello e tutta la classe è scoppiata a ridere.
Al momento non ho capito bene cosa stava succedendo, poi mi sono reso conto che le parole non fluivano dalla mia bocca ma si interrompevano, stentavano a partire, si bloccavano, si fermavano in gola insieme al respiro per attimi che sembravano infiniti.

Mi sono improvvisamente reso  conto di balbettare, avevo 15 anni e frequentavo il primo anno delle scuole superiori.
E mi sono subito reso conto di cosa poteva significare:
Grande vergogna;
Isolamento;
Difficoltà di approccio con una ragazza (ragazzina… avevo 15 anni);
Crollo della prospettiva di una carriera politica che già mi prefiguravo;


Sono seguiti tempi in cui avevo paura di aprire bocca per paura di essere deriso, parlavo poco, ma in compenso me la cavavo nello scrivere.
Spesso ho scritto interventi, relazioni, discorsi pronunciati da altri, dei quali spesso prendevano il merito.
Devo dire che parenti e amici non mi facevano pesare la balbuzie o almeno non in maniera evidente.
Con il tempo ho trovato il mio modo per esprimermi, con piccoli e costanti accorgimenti ma la balbuzie mi pesava, quelle parole che di bloccavano sembravano non essere le mie, nella mia mente fluivano ma qualcosa le bloccava, in gola, sulle labbra, tra i denti.

Tornando al primo episodio di balbuzie che ricordo, l’anno precedente non era stato un anno facile.
Sono stato bocciato al primo anno delle scuole superiori, costretto a cambiare scuola con la voglia di finirla là e lasciare lo studio.
Sempre in quell’anno sono stato aggredito da uno dei soliti bulli che ancora oggi, purtroppo, girano nelle le scuole e purtroppo ancora non praticavo l’arte marziale che poi ho praticato per tanti anni.
Certo… episodi spiacevoli ma nessun “trauma” che può giustificare la balbuzie.

Era semplicemente accaduto, senza una giustificazione, senza un motivo, senza una ragione evidente.
Erano gli inizi degli anni 70, dall’altra parte del mondo, due ragazzi Richard Bandler e John Grinder, stavano creando una disciplina che avrebbero chiamato PNL (Programmazione Neuro Linguistica).
Ci sono voluti molti anni prima che la PNL arrivasse a me come ho raccontato in “Parla con sicurezza” un E. Book che ha già aiutato tante persone a esprimersi liberamente e a superare i blocchi e le paure che impediscono a chi ha difficoltà di espressione ma anche a chi teme semplicemente di esporsi, di esprimersi in libertà.

Quando è arrivata a me la PNL si è aperto un mondo e ora aiuto persone balbuzienti e non a esprimersi meglio.
La balbuzie non è l’unico difetto nel parlare, c’è chi parla troppo velocemente, chi invece troppo lentamente, chi tocca in continuazione la persona con cui parla, chi grida, chi invece parla a voce troppo bassa.

A volte capita ancora, in certi momenti, ma ho imparato a controllare quello che accade dentro me stesso e riesco a parlare in modo che se non dichiaro io la mia balbuzie, difficilmente gli altri se ne accorgono, e questa è una delle più grandi soddisfazioni della mia vita.
A presto
Ubaldo

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