PNL applicata
Cosa ho imparato dalla balbuzie

Cosa ho imparato dalla balbuzie

DALLA BALBUZIE HO IMPARATO TRE COSE

  • La prima cosa che mi ha insegnato la balbuzie:

Quando ho iniziato a balbettare avevo 15 anni. Non c’è stato un motivo preciso, semplicemente ho iniziato. Le parole hanno smesso di uscire fluenti, si fermavano tra il petto e la gola, battevano sui denti e si rifiutavano di uscire.

La reazione è stata quella di nascondermi.

Avevo paura di essere deriso, come era già successo. Facevo del tutto per non parlare, per non essere interpellato e mi sedevo sempre all’ultimo banco con la speranza di non essere interrogato. Speranza vana, il momento dell’interrogazione viene sempre, come viene sempre il momento di dover aprire bocca per dire qualcosa di cui non si può proprio fare a meno.

Quando mi innamorai della ragazza della classe adiacente alla mia, io non dissi nulla, ma se ne accorsero tutti. Ancora la paura di essere deriso: immaginavo la ragazza che si metteva a ridere quando io le chiedevo di uscire.

Venti anni dopo le raccontai quello che avevo provato quando andavamo a scuola e mi disse: “Stupido…. Perché non me lo hai detto…”

Nascondersi serve solo ad aggravare i problemi e a rimandarne la soluzione. Affrontali a viso aperto e ti accorgi che la soluzione è più facile di quello che pensavi.

  • La seconda cosa che mi ha insegnato la balbuzie:

 

Durante la scuola e negli anni a seguire ho militato in un partito politico. Spesso mi capitava di partecipare a lunghe riunioni, dove, mi sembrava che lo sport praticato era aprire bocca per dare aria ai denti. Anche oggi credo che sia uno sport molto praticato.  C’erano persone che parlavano… parlavano… parlavano… spesso ripetendo cose già dette. Morivo di noia. Quelle poche volte che riuscivo a prendere la parola, i miei faticosi interventi duravano pochi minuti, 3… 4 … al massimo ed ero diretto, chiaro, conciso, semplice.

Oggi che in massima parte ho “domato “la balbuzie, sono ancora diretto, chiaro e conciso e semplice, evito di “far prendere aria ai denti” e di fare lunghi giri di parole, quando parlo e quando scrivo.

  • La terza cosa che mi ha insegnato la balbuzie:

 Nulla è scontato e niente è per sempre. Proprio quando era arrivata la rassegnazione e ormai credevo che non ci fosse più nessuna possibilità di esprimermi senza balbuzie, ho incontrato la PNL (Programmazione Neuro Linguistica)

Cosa è questa strana cosa? E’ qualcosa che facciamo inconsapevolmente ogni giorno. Ci programmiamo a essere e fare con le parole che ci diciamo e ci dicono, con i pensieri che attraversano la nostra mente, con le convinzioni che ci creiamo e che ci vengono create.

In ogni istante della nostra vita, parliamo a noi stessi.

Nella PNL questo fenomeno viene chiamato Dialogo Interno ed è l’artefice di buona parte degli stati d’animo con i quali affrontiamo le situazioni.

Il dialogo interno genera degli stati d’animo, gli stati d’animo generano azioni, le azioni generano risultati, i risultati generano delle convinzioni, su noi stessi, sugli altri, sul mondo in cui viviamo.

Quando dovevo parlare, cominciavo a ripetermi che avrei iniziato a balbettare, il mio stato d’animo era di vero terrore, ero così programmato a balbettare che non riuscivo a dire una parola, risultati disastrosi e tanta vergogna. La convinzione che mi ero creato era: Non riuscirò mai a parlare senza balbettare.

Questo meccanismo si crea in modo “naturale”, senza che ce ne accorgiamo.

L’incontro con la PNL fu illuminante, capito il meccanismo e lavorandoci su, le cose cominciarono a cambiare.

Rendersi conto delle abitudini inconsce e poi cambiarle non è facile, la mente agisce sempre in automatico ma con impegno e metodo si riesce a farla agire in automatico in senso contrario a come ha fatto fino ad ora.

Quando devo parlare, mi vedo e mi sento che parlo in modo fluente, magari sorridendo, il mio stato d’animo è di calma e di allegria, mi programmo a parlare in modo fluente, senza intoppi e i risultati sono proprio questi.

La mia nuova convinzione è “parlo in modo fluente, ho tante cose da dire e posso aiutare le persone che ne hanno bisogno a farlo come me”.

Ecco le tre cose che ho imparato dalla balbuzie:

  • Nascondersi serve solo ad aggravare la situazione, meglio affrontare subito le situazioni;
  • Se sei sempre chiaro/a, dirett0/a e conciso/a e semplice nella tua comunicazione, sarai apprezzato/a più di tanti parolai;
  • Nulla è scontato e niente è per sempre, c’è sempre un modo diverso di pensare, di vedere, di pensare e di fare.

Tre piccole cose che possono cambiare la vitae possono cambiarla anche a te.

Se sembra troppo semplice, (non posso darti torto, lo sembrava anche a me) non credermi, sperimenta di persona:

  • Smetti di nasconderti;
  • Chiaro/a, Diretto/a e Breve in ogni comunicazione;
  • Pensa in modo diverso da come hai fatto fino ad ora.

Sperimenta e avrai risultati inaspettati. Doma la balbuzie!

Ti auguro tutto il bene del mondo e… alla prossima!

Ubaldo.

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